N. 10 – Resistere

resistere
In questa situazione caotica, i poeti motivati, che operano con “devozione”, non si fanno scoraggiare, vivono il loro compito come un dovere e resistono.
Renzo Paris, romanziere e poeta contemporaneo, alla domanda “quale ruolo ha la poesia oggi?” Risponde:
“Il ruolo sociale certo no, la gente non legge poesia, molti la scrivono, ma pochissimi la leggono. Dal punto di vista simbolico dovrebbe avercene tanto di ruolo, anche perché la poesia è il concentrato della Bellezza di cui tutti hanno bisogno.”
Il giovane poeta Alessandro Rivoli, alla domanda “La poesia è morta?” non ha dubbi:
“La Poesia esisterà sempre perché è sete di verità e di conoscenza. Ogni uomo è alla continua ricerca della vita autentica. Sempre. Quelle persone dalla sensibilità sovraesposta che chiamiamo poeti hanno cercato di rispondere alle domande frontali della vita… Prendendo spunto da un’immagine di Italo Calvino, credo che esisteranno sempre persone intente a cercare di “versare il mare in un imbuto”, ossia, a far filtrare tutta la realtà di cui sono circondati nell’arco di una manciata di versi”.
Cees Nooteboom, poeta Olandese, candidato al Nobel, sostiene in un articolo che c’è bisogno di poeti “In questo momento storico le persone si sentono sole. E la poesia va altre le vite di ciascuno, trasporta in un luogo che sta più in alto della quotidianità. Compie questo strano miracolo per cui parte da un punto molto personale e arriva all’universale. Di questo si sente il bisogno, in un tempo di smarrimento come quello che viviamo.”
Quali tentativi possiamo mettere in atto per riattivare la comunicazione tra poeti e lettori?
“Oggi si scrive poesia con leggerezza, osserva Gabriella Bertizzolo, come si scrive un sms, mentre la vera poesia esige un profondo esame di coscienza”,
“ è sufficiente scorrerne alcune pagine per saggiarne l’inconsistenza e, nel migliore dei casi “l’ingenuità”, ritenendo eufemisticamente tale la povertà di strumenti espressivi, afferma Elio Pecora

Compito del poeta è, dunque, offrire una poesia ben selezionata e rilevante.
Passato l’esaltante momento poietico occorre valutare il materiale, imparare a selezionarlo e a lavorarlo per renderlo “poco e ottimo”, prima di consegnarlo a un pubblico.
Illuminante è a questo proposito l’argomentazione di Pasquale Martiniello (Mirabella Eclano 1928-2010)
“… Il linguaggio dev’essere costruito da ogni poeta ed essere ambiguo e polisemico, ardito nelle figure. Perciò è poeta chi sa creare immagini nuove e vive; sa dare alle parole dinamicità, forza e peso e rendere l’atto poetico una creatura fisica, concreta, che respira, parla e coinvolge a scoprire relazioni più impensate tra le cose e gli oggetti più distanti e estranei…”
E’ necessario altresì che le Istituzioni politiche s’impegnino a fare cultura seria e non di mero consumo. Le scuole, la televisione, la radio devono necessariamente dare più spazio all’Arte che educa.

E’ importante pure che ogni singolo cittadino, che ci crede, presti il suo impegno gratuito in Associazioni culturali che hanno lo scopo di offrire occasioni di condivisione culturale.

***
Ciò detto non c’è molto altro da fare, Il poeta vero resterà come una sentinella a “interpretare” il mondo, a raccontarlo, a imbalsamare un quadro di civiltà.
Il poeta spera comunque e a oltranza che qualcuno lo ascolti. Sono d’accordo con Farough Farrokazad quando afferma:

La poesia è, per me, una finestra… So che al di là di questa finestra c’è uno spazio e una persona che ascolta, una persona che potrebbe vivere fra duecento anni oppure essere vissuta trecento anni fa, non importa. E’ un mezzo per collegarsi al mondo dell’essere e all’esistenza nel senso più ampio.”

Perciò mi piace salutarvi con questa sollecitazione: appena potete, leggete poesia, selezionate, scegliete gli autori che vi parlano, parlate con loro.
Facciamo tutti insieme in modo che “Su canto asciende a más profundo” La parola del poeta “ascenda alla profondità.”

I poeti

Non invidiate i poeti
palombari degli abissi
astronauti dei cieli
quando i loro occhi
vi trapassano e sembrano altrove;
quando vagano lievi a mezz’aria
sulle faccende faticose del mondo
Non sapete delle pietre pesanti
che si trascinano dentro
degli inferni da cui spremono musica
del loro diavolo in testa
del cuore che pulsa impazzito
fuori tempo

Non deridete i poeti
se li vedete arrancare
su speranze improbabili
progetti impossibili
mancare insicuri risposte sensate
non sapere mai che ore sono
faticare a atterrare;
se li vedete sbandare e come funamboli
mantenersi col piede nel vuoto
Non sapete che spesso precipitano
non visti si abbracciano in posizione fetale
a scontare da soli anche il vostro dolore

Amate i poeti
questi Vecchi Bambini
che setacciano intenti gli umori del mondo
che nella carne e nel sangue esaltati
si rovesciano audaci
a ricomporre i frantumi delle vostre speranze
che da chimici esperti
maneggiano parole urticanti
trasformando l’oscuro in brillante

e vi visitano quando dormite
e vi baciano in fronte se siete soli (Franca canapini da Viaggio nella poesia – 2014)

 

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5 thoughts on “N. 10 – Resistere

  1. cheneps dicembre 14, 2016 / 2:32 pm

    Un grazie a Rosavelata e a Amazzone e tanti auguri di Buone Feste a tutti coloro che passeranno di qui.
    Mi prendo una pausa dal blog. Ci risentiamo a gennaio.
    Grazie a tutti ancora!
    Franca

  2. giovannamaria1 dicembre 15, 2016 / 12:19 pm

    Grazie, Franca, io leggerò con calma i tuoi interessantissimi post sulla poesia. Per intanto ti rubo “I poeti”
    BUONE FESTE!!
    Giovanna

  3. pieramariachessa gennaio 21, 2017 / 2:47 pm

    Buon Anno, Franca, scusami se arrivo ad anno ormai inoltrato.
    Piera

  4. pieramariachessa gennaio 21, 2017 / 3:19 pm

    Bellissima conclusione, Franca, di una serie di articoli che ho letto e approfondito con un interesse sempre crescente, mai di fretta. Hai fatto un ottimo lavoro e veramente mi sarebbe piaciuto tanto essere lì ad ascoltarti durante gli incontri che avete avuto.
    Grazie di cuore.
    Piera

  5. cheneps gennaio 22, 2017 / 11:29 am

    Piera, sei così cara con me e le mie cose! Leggi sempre a fondo e poi mi gratifichi con commenti incoraggianti, cosa risponderti se non “Grazie davvero, amica di penna!”
    Buone giornate
    Franca

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