SEMI NUDI: LA RECENSIONE DI PATRIZIA FAZZI

L’amica, poetessa e scrittrice aretina PATRIZIA FAZZI, mi ha deliziato di una magnifica recensione al mio ultimo libro di poesie SEMI NUDI.

La recensione si trova nel sito ARTEINSIEME di RENZO MONTAGNOLI. 

Per leggerla cliccare sotto:

http://www.arteinsieme.net/renzo/index.php?m=81&det=23517

Grazie Patrizia!

Scheggia n. 9

 

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Immobile sulla collina

con il vento che sferza

negli occhi le montagne

mai così nitide, mai così vicine

i cipressi come pennelli  

la terra asciutta, il sole che indora

e per l’erba e sugli alberi

tenerissimi fuochi di colori

mi chiedo ancora

come si fa a sostenere

tanta bellezza da sola

 

Non mi capacito  

che non sia possibile

condividere fino alle radici

questa folle emozione

e la vorrei dire, la vorrei offrire

ma la mia emozione

in tutta la sua intensità di fuoco

in tutto il suo incendio di colori

mi travolge e brucia

nel mio petto da sola

 

Resistenza n.3

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Brocche di rame con coperchio chiuso

una accanto all’altra_________ in attesa

un armonioso esercito di vinte

eppure sotto la cappa c’è un vulcano

Aspettiamo

le trombe ardite della riscossa

Verrà il momento

maschio che ci minacci con le armi in mano

maschio che ci stupri per riempirci di spavento

povero bruto che vieni da lontano

dalla dura legge dell’assoggettamento

a dio al villaggio ai padri

alle madri bestie da soma

povere noi, poveri noi tutti

costretti a ripercorrere la via dell’odio

Suoneranno le trombe

Verrà il momento

Resistenza n.2

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C’è questa sfinitezza

come un senso di morte

una fine indesiderata

Amarezza che innesca

il bisogno di un rifugio

:una ricerca di spensieratezza

una rincorsa all’infanzia.

Se avessimo qualcosa da raggiungere

si potrebbe desiderare

se avessimo qualcosa da afferrare

potremmo muoverci più in fretta

ma ciò che amavo è perduto

ora toglie il respiro, mi scava dentro

e si dilata un pozzo di vuoto.

Dormire, dimenticare dimenticare

che sono preda imprigionata.

Dormire, sognare sognare.

Vestirsi di giallo allora!

Vestirsi di luce!

Ruotare sollevarsi danzare

insieme ai bambini gioiosi

insieme agli angeli felici

danzare ruotare innalzarsi

tra fiori di stelle leggera

leggera leggera volare!

Resistenza n.1

Dietro la città ostile

davanti fili tesi

ma non vedrete la mia resa.

Ho rivestito il corpo

di grazia e di bellezza

sotto le lunghe ciglia e il velo

mantengo l’equilibrio della mente

non mi potete fare niente.

Ho un grande cuore caldo

lo conservo per l’Uomo

che la donna non teme

a lui solo svelerò

la mia chioma selvaggia.

Scheggia n.31

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 La pioggerellina di marzo* oggi

 non dice e non picchia argentina

 

trasuda

 

da un’aria di cenere

e in gore si sparge

sul sudicio asfalto

 

In cima all’acropoli

il campanile

è un naso afflosciato

di un volto accasciato

 

I palazzi si nascondono

l’uno dietro l’altro

 

Dentro la gente

lavora metodica

 

parole poche nessuna risata

 

 

*da La pioggerellina di marzo di A. S. Novaro

 

30 marzo 2022

 

QUANDO LA TEMPESTA ARRIVA

 

ROSANNA BALDELLI

QUANDO LA TEMPESTA ARRIVA

0111 EDIZIONI 2022

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E’ con grande emozione e molta curiosità che ho aperto il romanzo Quando la tempesta arriva di Rosanna Baldelli perché l’opera è frutto della mente della mia Prima amica, compagna di banco delle Superiori e compagna di camera e di studi all’Università. Da quei tempi la vita ci ha allontanate fisicamente e poche sono state le occasioni d’incontro. Poi ecco la sorpresa, il suo primo libro tra le mie mani, e che libro! Un romanzo storico in cui diverse vicende sono ambientate  a Chianciano, il nostro paese,  e nei luoghi vicini. Leggendo ho potuto ripercorre con l’immaginazione i borghi del centro storico e riviverne le atmosfere; ho potuto “rivedere” luoghi familiari come Sant’Albino, Argiano, Montepulciano, che un tempo frequentavo con assiduità e oggi non più. Cosa c’è di più piacevole del ritrovare la “propria piccola patria” trasfigurata dalla letteratura e resa degna di fare da sfondo alle vicende di un romanzo?  Cosa c’è di più bello del ritrovare una persona a cui vuoi bene dopo un lungo percorso di vita e costatare che i suoi ideali di gioventù permangono nel frutto maturo del suo pensiero? A questo punto è chiaro che ho letto con entusiasmo il libro anche per ragioni personali, ma vi assicuro che il romanzo è oggettivamente buono sotto tutti i punti di vista: ideazione della storia, ricostruzione storica, equilibrio tra le parti, linguaggio sintetico ed efficace. 

………………….

Quando la tempesta arriva… tutto travolge e niente sarà più come prima.

Come la  tempesta metereologica si annuncia con brontolii di tuoni in lontananza, barbagli di fulmini e addensarsi di nuvole sempre più scure e sempre più incombenti, fino all’esplosione improvvisa della bufera di vento, acqua, grandine che molto andrà a distruggere, così succede anche per le  “tempeste storiche” e così avvenne per quella che sciolse tutto il suo impeto distruttivo nella Grande Guerra.

Dalla fine dell’Ottocento si andava intensificando tra gli Stati europei una conflittualità crescente ed esplosiva e, contemporaneamente, al loro interno aumentava la conflittualità di classe. Erano le avvisaglie della  tempesta in arrivo che nessuno sarebbe riuscito a fermare.

Rosanna Baldelli ambienta il suo romanzo proprio nell’Italia del 1914, anno in cui esplode la guerra in Europa. L’intera vicenda si svolge dal marzo 1914 al luglio 1915, un anno, per l’Italia, caratterizzato da forti tensioni sociali  che sfoceranno negli scioperi e nelle insurrezioni dei lavoratori e, dopo l’attentato di Sarajevo, dal rafforzamento delle fazioni interventiste-irredentiste, che otterranno di uscire dalla Triplice alleanza, firmare il Patto di Londra e  dichiarare  guerra all’impero austro-ungarico.  

La storia inizia a Chianciano con la morte sul lavoro di un operaio travolto da un mucchio di terra. La moglie Anna, rimasta con due figlie piccole e senza alcun sostentamento, grazie all’aiuto di un paesano, riesce a impiegarsi come cuoca presso   un ricco e nobile proprietario terriero, il conte Costa, che abita con la famiglia nella sua villa di Sant’Albino.  Dopo alcuni giorni la colta e sensibile contessina Ella, figlia del conte, scompare. Nel tentativo di ritrovarla si svilupperanno tutte le altre vicende a seguire, che non si possono raccontare per non togliere la suspence al lettore, e che si concluderanno per Ella e la sua famiglia con un parziale lieto fine.

Nel costruire la sua trama l’autrice intreccia le storie di vita dei  suoi personaggi di fantasia (giovani anarchici e sindacalisti  come Virgilia, Lorenzo, Attilio, Tonino, Andrea) con quelle dei protagonisti reali della politica antigovernativa dell’epoca: anarchici, repubblicani, socialisti, tutti promotori di associazioni sindacali, proteste, scioperi, insurrezioni popolari ( Errico Malatesta, Pietro Nenni, Benito Mussolini, Alceste de Ambris,  Filippo Corridoni).  

Personaggi di fantasia e personaggi veri si troveranno il 7 giugno 1914 insieme a vivere l’Insurrezione di Ancona e la Settimana Rossa che ne seguirà. Purtroppo il fallimento dell’iniziativa scompiglierà anche la coesione del gruppo i cui componenti si divideranno in neutralisti e interventisti. Quest’ultimi, nonostante fino ad allora avessero sempre pensato che nessuna guerra avrebbe potuto fare gli interessi del popolo, saranno tra i primi ad arruolarsi volontari.

Nel romanzo, dunque, la piccola storia è ben fusa con la grande storia e, al di là della gradevole e accattivante narrazione di vita, amicizia e amore, quello che affascina di più è il ben rappresentato quadro storico.  A ritmo incalzante,   l’autrice passa da eventi storici a eventi privati; dipinge luoghi e paesaggi; con poche frasi efficaci tratteggia profili umani; si sposta rapidamente da un luogo all’altro, sottolineando la successione cronologica o la  contemporaneità dei  fatti, in maniera tale da tenere sempre deste l’attenzione e la curiosità del lettore.  Ne consegue un affresco storico comprensivo anche di epidemie e di catastrofi naturali come quella del terremoto della marsica. Tutti i dettagli, dalla descrizione degli interni delle case dei poveri alle ville e ai palazzi dei ricchi, dai mezzi di trasporto dei poveri a quelli dei ricchi, dal modo di vivere   dei lavoratori, al  modo di vivere dei nobili e dei borghesi, fino alle istanze degli intellettuali rese tramite le citazioni tratte dai loro organi di stampa, contribuiscono a farci respirare l’atmosfera dell’epoca.  E’ anche una storia corale in cui quasi tutti i personaggi sono coprotagonisti.   Alcuni risultano più amabili di altri, come Anna, donna consapevole di quali sarebbero i suoi diritti, umile, lavoratrice, che sa reagire positivamente al dolore e distinguere tra le persone che meritano o non meritano rispetto; oppure la maestra Virgilia, che, a nove anni, già si era schierata a favore di Gaetano Bresci; ed anche Ella, che grazie alla sua naturale sensibilità si trasformerà da contessina spensierata in una indipendente, operosa  benefattrice.     Nessuno è davvero malvagio; anche i Conti Costa, moglie e marito, sono contestualizzati nella loro realtà di “padroni” neutri con i loro sottoposti e fa tenerezza il loro legame d’amore.

Concludendo, Quando la tempesta arriva  è un romanzo che si legge molto volentieri per la  fluidità e scorrevolezza del  linguaggio, per la  varietà di situazioni che presenta, per la capacità che possiede di portarti indietro nel tempo e di farti rivivere un   periodo della nostra storia nazionale, con tutte le riflessioni che ne conseguono. Ti lascia con l’amara costatazione di come la  “meglio gioventù di un’epoca”, quella più sensibile e generosa, pronta a entrare uscire di prigione in nome della giustizia sociale,   quella che immaginiamo più preparata a difendersi dall’impazzimento generale, possa, colpita dai venti di propaganda bellica, rinnegare i principi sui quali ha fondato le proprie certezze e cadere nella trappola della guerra o “inferno”- come la definisce il giovane Attilio.  

Con questo libro, di cui consiglio vivamente la lettura, credo che Rosanna Baldelli voglia ricordare a tutti che non ci sono mai state guerre che abbiano davvero risolto i problemi di convivenza tra i popoli.

Eppure i venti di guerra soffiano furiosi anche in questo momento.

(Franca Canapini – 24 febbraio 2022)

Lungo il fiume della vita

GIOVANNA GIORDANI

LUNGO IL FIUME DELLA VITA

YOUCANPRINT, 2021

9791220380416_0_536_0_75Di tutte le creature della terra/a mio parere la più bella/è la famiglia dei fiori…

 

Emozionata per averlo ricevuto in dono, è con vero piacere che ho preso in mano il nuovo librino di poesie di Giovanna Giordani, mia amica di penna e di blog da tanti anni.

L’immagine di copertina e il titolo già richiamano il suo libro precedente, identificandola. Infatti il primo, del 2009, era intitolato Sulla riva del fiume e aveva come immagine di copertina Boreas del preraffaellita John William Whaterhause, questo secondo libro ha un titolo simile Lungo il fiume della vita e una copertina illustrata da un’opera dello stesso autore : Ghather ye Rosebuds while ye may, 1909, che dovrebbe voler dire all’incirca “raccogli i boccioli di rosa finché puoi”. E’ un’immagine ariosa, di grande bellezza e serenità in cui, graziosissime fanciulle, immerse in una ubertosa e fiorita campagna stanno raccogliendo rose selvatiche e altri fiori lungo un torrente.

La vita è un fiume, sembra dirci Giovanna, lungo le rive del quale puoi sostare ma solo per un po’, poi devi scorrere con lui, perciò raccogli fiori di poesia finché potrai, perché il canto poetico che “…sguscia/ dai coriacei silenzi/ e splendente e fecondo/ zampilla/ dall’ineffabile sorgente…” (Il canto dei poeti) ci eleva al di sopra delle ambasce dal quotidiano, facendoci sentire bene e in pace con noi stessi e con gli altri.

I testi della poetessa sono contraddistinti dalla levità e profumano di fiaba, come se l’autrice mantenesse sul mondo, nonostante mali e tragedie, volutamente lo sguardo incantato del bambino. Cosicché quasi tutto è personificato o animato dal Il bucaneve della poesia omonima “…il suo messaggio fu lieve/e la terra comprese…” al suo cuore che “…galopperà veloce/(credo felice)/fra i vapori/fino ai confini estremi/ della luce…” (M’invita il cielo) o anche alle voci del bosco a primavera che “…sono risa argentine/ dei rivoli/figliati dalla neve…” (Le voci del bosco a primavera) .

E’ un dire sobrio e pacato quello di Giovanna, ìndice di una raggiunta serenità personale che le permette di vivere in semplicità e a passo lento il contatto con la natura “…S’impara il lavorio/delle formiche/e delle apine/loro degne amiche…” (E’ questo un posto)

Ma la poetessa va oltre la narrazione dei moti del proprio io. I suoi testi esprimono spesso il dolore, il rammarico, l’indignazione profonda per le ingiustizie che ogni giorno vengono perpetrate contro i deboli, i diversi, i poveri. Ciononostante non perde la speranza che i mali del mondo possano essere sconfitti: la guerra ,dalla volontà di pace; i conflitti tra i popoli ,dall’unione di popoli; i profittatori, dalle persone di fede e buona volontà.

Giovanna sogna un mondo di pace per tutti e ce lo dice con leggerezza di versi, con poesie intense nel messaggio che talvolta hanno la cadenza musicale della filastrocca. Non vuole essere pesante, ma i suoi messaggi sono lo stesso toccanti.

“ Sei venuto/dall’altra parte del mondo/fratello fra i deboli/gli emarginati/fra gli assetati e affamati/di giustizia/Hai voluto il nome del Fraticello/e dimostri che ne sei degno…” (A papa Francesco)

 Chiude il libro un pizzico di Haiku riferiti al mutamento delle stagioni, i quali mi sembra stiano ad attestare il desiderio di esprimersi sempre più in forma misurata e sintetica. Aspetto questo che già si nota nei testi in versi liberi, dove troviamo alcune poesie brevi, quasi dei flash, molto belle. Di quest’ultime, per concludere ,scelgo di trascrivere Dolomiti, in omaggio all’autrice, alle sue splendide montagne e alle sua rasserenante poesia.

DOLOMITI

Più dolce e seducente

è il bacio del sole

nella sera

ed anche le aquile

sazie di voli

sorridono

del vostro arrossire

Biografia di Giovanna Giordani

Sono nata in Vallagarina (TN) poi il destino mi ha portato a vivere sull’Altopiano della Vigolata, sempre in provincia di Trento, in mezzo a bellissime montagne.

Da sempre amo la poesia e la letteratura, ma la vita mi ha impedito di dedicarmi ad esse come avrei voluto.

In età matura mi sono iscritta all’Università e con mia grande gioia ho conseguito la laurea in lettere moderne.

E così ho ripreso con piacere il mio grande hobby che mi rasserena la vita.