Grazie Piera!

GRAZIE

A PIERA MARIA CHESSA

CHE MI HA REGALATO UNA BELLA E INASPETTATA RECENSIONE

DEL MIO LIBRO “DAL FONDO”

SUL SUO BLOG

“I MULINI A VENTO”

I grandi vecchi amori

Immagine da web

 

Sono così belli i vecchi amori
così teneri i grandi vecchi amori
dolci come le luci d’autunno, esausti
come i vigneti spogliati dell’uva

Arretrano fissandoti negli occhi
colmi di inimmaginabili stagioni
così ricchi, straricchi di emozioni
che mai vorrebbero darti la schiena

Rammentano solo vaghe immagini
dell’onda fulminea di energia
che li stordì e li scaraventò
nella loro straordinaria primavera

Sanno che a cuore in gola
superarono il fiato ardente dell’estate
accecati di giorno dalla troppa luce
stupefatti nelle notti folli di luna

Stringono in sé una cornucopia di tesori
e non temono l’inverno che verrà:
conservano legna molto nobile
per scaldarsi al fuoco della memoria

Casolari abbandonati

Struggono il cuore i casolari
abbandonati ai rovi
e ai fichi d’India
dispersi franti spalancati
scoloriti macchiati
sbiancati dal sole
dai tetti crollati
nel tepore del tramonto
tra le macerie inginocchiati
rifugio per topi e per insetti
vuoti _ perdutamente vuoti

Vedi quello sul picco
esposto a tutti i venti
con mezzo tetto
e le persiane cadenti
desolato nelle albe
e nei tramonti
misterioso nelle notti di luna
nascosto sotto la neve
o esposto alla calura estiva
quello che cerca di resistere
immerso in una malinconica bellezza?

Quel piccolo casolare vuoto sono io

Questa sera

Questa sera così asciutta
di grilli e cicale
questa sera ordinaria
di un primo di agosto qualunque
che sui giardini si stende
sulle strade e negli orti
s’intrufola dentro le siepi
avvolge e addormenta le case
questa sera di sempre non è
una sera di sempre:
Giorgio innaffia i suoi novant’anni
con champagne del novecentottantuno
Mariluna non balla da sola
sulle note di un languido tango
Umberto accende la luce in cucina
e prepara la cena cantando.
E la sera si espande
nello spazio e nel tempo:
cianciando di fiori e di cibo
vecchie donne risalgono
gli scalini dei borghi.
Nella piazzolina in penombra
ancora giocano a mondo
bambine ormai mamme
mentre tornano ombre dagli orti
con cesti di ortaggi e di frutta.
Questa sera così serica e asciutta
unisce i vivi coi morti.

Mattinata

 

 Ci si sveglia

nell’aria asciutta dell’estate

nel sentore di paglia secca

nel mare verde

delle chiome dei pini.

Rombi di aeroplani a tratti

tagliano la cavità del turchino

il silenzio degli oleandri

subito la ricuce.

Soffia nel cuore la voce

di tutte le estati passate

voce di vastità marine.

 

4 luglio 2019

 

DAL FONDO I miei primi dieci anni

Una nonna racconta alle proprie nipoti vari episodi della sua infanzia, vissuta, negli anni Cinquanta del Novecento, in una piccola valle della campagna toscana. “Vi regalo il racconto di una storia fossile, proveniente dal fondo della mia memoria, ma anche dal fondo dell’umanità e della gerarchia sociale; e pure dal fundus, nel significato latino di campo”, dichiara l’autrice che, affabulando le sue vicende, mette in evidenza i sistemi di vita e di lavoro, nonché la socialità, i bisogni e le privazioni delle famiglie contadine dell’epoca e ci fa assistere alla fine della millenaria società agricola.
Il testo si presenta diviso in brevi paragrafi titolati ed è arricchito da alcune poesie e da alcune immagini. A corredo un breve glossario con la spiegazione delle parole desuete o dialettali.

 

GRAZIE

A

RENZO MONTAGNOLI

che mi ha regalato una appassionata recensione
su

Arteinsieme.net

 

 

 

Arezzo – 16 Giugno 2019 –  Villa Severi – Nell’ambito dell’evento “Festival in villa”

presentazione di Dal fondo

 

 

Amico libro

 

Quell’odore intenso di cellulosa
che mi dava la nausea
esalava dai nuovi manuali di scuola
così lucidi e illustrati, misteriosi
sparsi sul tavolo, contemplati
allineati sulla mensola
– compagni libri da allora.
Libri portati a mano, in cartella
sottobraccio, tenuti assieme con un laccio
– e il braccio mi faceva male
libri aperti, letti in un bar, in pullman
in treno, in casa, a scuola
in ospedale, per la via – libri compagnia.
Libri trovati per caso, consigliati, scoperti da sola
libri mondi, libri universi
libri di pianto e di gioia, libri profumo
polveroso di carta ingiallita.
Libri sottolineati, strapazzati, letti, riletti
raccontati, libri amati poi quasi dimenticati.
Libri in borsetta, nello zaino, in valigia
sparpagliati in tutte le stanze della casa.
Libri mai aperti – in attesa – ancora silenziosi.
Libri vecchissimi, irrinunciabili, preziosi
vicini a me in ogni stagione della vita.
Libri riletti, ritrovati, piccoli, piccolissimi libri
spessi di bellezza e di poesia.
Libri sfogliati con le mie mani e sfogliati e sfogliati
siete più affascinanti, siete più amati, siete più veri
di qualsiasi, sia pure esaltante, nuova tecnologia.

Notturno di maggio

 

 

Illanguidite dormono le rose
dal diurno civettare con la luce.
Dormono le iris gialle e quelle blu.
Le corolle dei papaveri si sono chiuse.
Anche le ginestre hanno spento le luci.
Gli alberi sono cupe ombre silenziose.
Radi sempre più radi dai nidi i trilli
i fischi, i chiocciolii degli uccelli
flebili sempre più flebili le loro voci.
Sbadiglia la vita nell’oscurità.
Dopo tanto fervore di voli e di fiori
molle s’adagia sul velluto del sonno
smemora sulle morbide piume del sogno.

Miraggio

Dopo la pioggia di aprile
dalla fresca verzura
effervescente di colori
sorse nell’aria
un solido fragile arco

Fiammeggiante sulla terra
sfumato nel gran cielo
appariva porta vasta
per un mondo altro

Ipnotizzata dalla luce
elettrizzata dal colore
pigiavo sul pedale del gas

ma invano tentavo di entrare

sfuggiva al mio desiderio
si spostava sempre in avanti
oscuro simbolo abbagliante
mi obbligava ad inseguirlo

Il sogno di Solomeo

BRUNELLO CUCINELLI

IL SOGNO DI SOLOMEO

Feltrinelli
Settembre 2018

 

Si potrebbe dire “ecco ora che ha consolidato il suo progetto d’imprenditore si concede anche un libro per celebrare le sue imprese”. Ma è un buon libro, di facile lettura, ispirato da un fortissimo entusiasmo.
Cucinelli, da contadino eticamente solido e razionale, porge ai giovani la filosofia che ha ispirato il suo fare: sognare e trasformare le idee in progetti concreti; leggere di tutto, ma soprattutto di filosofia; e riconoscere la grandezza della Grecia antica, anzi traslare i suoi esempi di giustizia, equilibrio e bellezza nel presente. Qualche giorno fa, prima della lettura del libro, ho visitato Solomeo.

Era domenica, per il borgo regnava quel silenzio che Cucinelli dice spirituale e, davvero! nel percorrere le viuzze, tra i palazzi restaurati tutti alla stessa maniera e trasformati in scuole d’artigianato, nelle piazzette aperte sulla pianura sottostante e le montagne all’orizzonte, si respirava armonia e serenità, tanto che l’atmosfera somigliava a quella che si respira nel palazzo ducale di Urbino.

E’ il suo piccolo grande mondo, creato con il denaro ricavato dai buoni affari del capitalista umanistico, come lui stesso si definisce.


Mi era sempre piaciuto l’esperimento di Robert Owen e avevo pensato che si fosse ispirato anche a lui; leggendo ne ho avuto la conferma. Passato presente e futuro si integrano nel pensiero di Cucinelli e nel suo modo di raccontare; cosicché in poche pagine scorrono i fatti salienti della sua vita contadina (che conosco benissimo perché è anche la mia), i suoi primi tentativi da imprenditore, e i suoi tanti viaggi per acquistare e vendere in Germania, Russia, Cina, Mongolia, Turchia. Ha buone parole per tutti coerente con il principio “ama chi lo merita, sopporta gli altri”. Insomma una personalità che sceglie di vedere solo gli aspetti positivi del mondo. Sembra che per lui il bicchiere mezzo sia sempre mezzo pieno. Ottima iniezione di fiducia per tutti noi. Anche una storia di vita che diventa favola e una prova di capitalismo non antitetico all’umanità, se fondato sul rispetto di ogni singolo uomo, della sua cultura e del suo lavoro.